
Chiesa in uso
Church of the Nativity
Palestina
Perché è qui. Una basilica della metà del VI secolo sui resti di una chiesa completata nel 339, in uso ogni giorno e condivisa da comunità greco-ortodossa, armena e cattolica.
Una selezione editoriale, e quindi soggettiva: scelta per architettura, arte e storia, e per coprire molti paesi e tradizioni. Non è una classifica. L’inclusione non è un consiglio di viaggio; verifica le condizioni attuali presso fonti ufficiali prima di qualsiasi visita.

Chiesa in uso
Palestina
Perché è qui. Una basilica della metà del VI secolo sui resti di una chiesa completata nel 339, in uso ogni giorno e condivisa da comunità greco-ortodossa, armena e cattolica.

Chiesa in uso
Israele
Perché è qui. Diverse Chiese condividono un unico complesso sui luoghi che la tradizione cristiana identifica con il Golgota e la tomba di Gesù; i suoi muri registrano secoli di ricostruzioni.
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Le fonti sono indicate nella scheda del luogo.

Monastero in uso
Egitto
Perché è qui. La chiesa di Giustiniano, datata dalle travi tra il 548 e il 565, conserva nell’abside un mosaico della Trasfigurazione del VI secolo, dentro un monastero fortificato ancora abitato.
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Fonti: George H. Forsyth, “Mount Sinai Monastery of Saint Catherine”, The Coptic Encyclopedia (CE:1681b–1686a); “Saint Catherine Area (inscribed 2002)”, World Heritage List (Property 954, description)

Chiesa in uso
Egitto
Perché è qui. Innalzata sulla porta sud della fortezza romana di Babilonia, mostra come le chiese del Cairo Vecchio crebbero dentro e sopra le mura romane.
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Fonti: Peter Grossmann, “Babylon”, The Coptic Encyclopedia (CE:317a–323b)

Chiesa in uso
Cipro
Perché è qui. Una modesta chiesa di montagna le cui pitture murali del XII secolo l’UNESCO giudica di eccezionale qualità artistica e attribuisce a maestri di Costantinopoli; una delle dieci chiese del Troodos nel Patrimonio Mondiale.

Chiesa in uso
Iran
Perché è qui. Cupole sobrie all’esterno, pitture, dorature e piastrelle all’interno: la cattedrale armena di Nuova Julfa, nel monastero che nel 1636 portò in Persia la stampa europea a caratteri mobili.

Monastero in uso
Turchia
Perché è qui. Un monastero siro-ortodosso attivo nel Tur Abdin, la cui chiesa principale, costruita nel 512 secondo le sue stesse memorie, è ancora in uso.

Resti archeologici, non in uso
Siria
Perché è qui. I resti di un grande complesso ecclesiale disposto intorno alla colonna di Simeone lo Stilita. È un monumento archeologico, non un luogo di culto.

Monastero in uso
Iraq
Perché è qui. In alto sul monte Alfaf, a nord-est di Mosul, un monastero celebre per la sua biblioteca, dove sono sepolti Bar Ebreo e sei mafriani.

Chiesa in uso
Libano
Perché è qui. Un santuario mariano maronita fondato nel 1904, scelto per mostrare che una chiesa notevole non deve per forza essere antica.
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Le fonti sono indicate nella scheda del luogo.
Un superlativo è pubblicato solo quando una fonte lo afferma con una misura e un ambito chiari. Ogni scheda indica la misura, il valore, l’ambito, la fonte e i suoi limiti. Per diverse tradizioni, tra cui le Chiese anglicana e cattoliche orientali, nessuna affermazione ha soddisfatto questo criterio, quindi non se ne mostra alcuna.
Fonti: “Saint Catherine Area (inscribed 2002)”, World Heritage List (Property 954, description); George H. Forsyth, “Mount Sinai Monastery of Saint Catherine”, The Coptic Encyclopedia (CE:1681b–1686a)
Fonti: Peter Grossmann, “Babylon”, The Coptic Encyclopedia (CE:317a–323b)
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